RIASSUNTO
L'altopiano centrale del Madagascar è stato fortemente deforestato. Qui, a nord di Antananarivo, si trovano ancora gli ultimi 5000 ettari di foresta primaria, ove vivono lemuri, camaleonti, anfibi ed altri animali, tra una vegetazione lussureggiante e tra vari corsi d'acqua e pozze di varia ampiezza. In quest'area nasce il fiume Betsiboka, il più lungo del Madagascar, il cui corso, più a valle, dove sono situati numerosi villaggi, è stato totalmente deforestato. Questo imponente corso d'acqua trascina in mare una enorme quantità di sedimenti fangosi, dilavati dalle piogge dalle rive disboscate, che hanno un tipico colore rosso. Con un'immagine efficace, l'acqua colorata da questi sedimenti viene definita "il sangue del Madagascar" e ricopre, soffocandole, molte scogliere coralline delle aree circostanti la baia di Bombetoka e la città di Mahajanga, sulla sponda malgascia del canale di Mozambico. L'Acquario di Genova ha predisposto un grande progetto, che prevede il restauro della vegetazione originaria delle rive del Betsiboka e lo sviluppo di una economia eco-compatibile dei villaggi locali, al fine di preservare anche le scogliere coralline. Questo progetto, la cui durata è prevista in 30 anni, è stato verificato con uno studio di pre-fattibilità condotto dall'Università di Antananarivo ed è stato presentato dal Governo del Madagascar alla Banca Mondiale per il finanziamento.
APPROFONDIMENTI:
Ricercatore: Antonio Di Natale
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