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Sei esemplari di aragosta, sequestrati a Varese, rilasciati oggi in mare dalla Capitaneria di Porto e dall'Acquario di Genova
Genova, 27.03.2012 - Sono sei gli esemplari di aragosta mediterranea (Palinurus elephas) che verranno rilasciati questo pomeriggio in mare dal personale della Capitaneria di Porto in collaborazione con i veterinari dell'Acquario di Genova.
Gli esemplari, tutte femmine adulte con presenza di uova sotto l'addome, sono stati sequestrati in una pescheria di Varese dal Nucleo Ispettivo Pesca della Guardia Costiera genovese durante un normale controllo della filiera ittica. Secondo il Regolamento (CE) n. 1967/2006 del Consiglio del 21 dicembre 2006, infatti, "sono vietati la cattura, la detenzione a bordo, il trasbordo, lo sbarco, il magazzinaggio, la vendita e l'esposizione o la messa in vendita delle femmine mature dell'aragosta (Palinuridae spp.)" di cui è prevista la liberazione immediata.
Questa specie è protetta e inclusa nell'appendice III della Convenzione di Berna e la pesca è vietata anche per animali sotto taglia con lunghezza del carapace inferiore a 9cm.
Dopo il sequestro e la confisca, gli animali - che erano inizialmente sette, di cui uno deceduto prima dell'arrivo nella struttura genovese - sono stati trasportati dal personale della Capitaneria di Porto all'Acquario di Genova dove sono stati tenuti in una vasca curatoriale per un paio di giorni al fine di effettuare alcuni controlli veterinari e di organizzare il rilascio in natura che, come previsto dallo stesso Regolamento, deve essere immediato.
Le aragoste femmine sono molto attente alla cura delle loro uova, che conservano sull'addome protette dalla coda ripiegata, fino al momento della nascita delle larve. La riproduzione in questa specie è un processo complesso e delicato, motivo per il quale è fondamentale il rilascio immediato in mare degli animali sequestrati.
La loro riproduzione è un argomento di forte interesse e oggetto di studio per l'uso di questa specie per l'alimentazione umana. Studi che finora non hanno dato risultati significativi in ambiente controllato principalmente per la difficoltà a reperire alimenti adatti alle larve, che al momento della nascita sono molto piccole e mutano passando attraverso quattro stadi larvali.
L'occasione del sequestro offre l'opportunità di sensibilizzare il pubblico anche rispetto ad alcune modalità consolidate di uso di questi animali in gastronomia, che prevedono purtroppo tecniche alquanto inappropriate dal punto di vista del rispetto del benessere animale, quali ad esempio il mantenimento per giorni su ghiaccio e la bollitura diretta di individui vivi che comporta una forte sofferenza di questi ultimi. Si dovrebbe prevedere al contrario il mantenimento di questi animali in acquari forniti di un corretto impianto di filtrazione e di una corretta refrigerazione dell'acqua nonché la cottura di individui già soppressi.
Il rilascio degli esemplari sequestrati rientra in una più ampia collaborazione che vede da anni la Capitaneria di Porto e l'Acquario di Genova fianco a fianco per il soccorso di animali spiaggiati o in difficoltà e di liberazione di esemplari sequestrati, laddove previsto e consentito dalla legge. Una collaborazione di cui il pubblico viene informato anche attraverso una postazione video installata presso la Sala della Aree Marine Protette dell'Acquario di Genova.
Le aragoste sono Crostacei diffusi in tutti i mari temperati e caldi del mondo. La specie più comune del Mar Mediterraneo vive spesso in colonie sui fondali rocciosi fino a oltre 200 metri di profondità e può raggiungere 50 centimetri di lunghezza.
L'aragosta è provvista di 5 paia di zampe che le consentono di spostarsi agevolmente sui fondali rocciosi. Ha due lunghe antenne e a differenza dell'astice, non possiede le chele che sono sostituite da piccole pinze con funzione sia di difesa che sensoriale. È un animale che rimane spesso rintanato negli anfratti e nei buchi delle rocce durante il giorno, mentre di notte si sposta alla ricerca del cibo, costituito da altri animali (principalmente Molluschi e Crostacei) che vivono sul fondale.
Gli esemplari, tutte femmine adulte con presenza di uova sotto l'addome, sono stati sequestrati in una pescheria di Varese dal Nucleo Ispettivo Pesca della Guardia Costiera genovese durante un normale controllo della filiera ittica. Secondo il Regolamento (CE) n. 1967/2006 del Consiglio del 21 dicembre 2006, infatti, "sono vietati la cattura, la detenzione a bordo, il trasbordo, lo sbarco, il magazzinaggio, la vendita e l'esposizione o la messa in vendita delle femmine mature dell'aragosta (Palinuridae spp.)" di cui è prevista la liberazione immediata.
Questa specie è protetta e inclusa nell'appendice III della Convenzione di Berna e la pesca è vietata anche per animali sotto taglia con lunghezza del carapace inferiore a 9cm.
Dopo il sequestro e la confisca, gli animali - che erano inizialmente sette, di cui uno deceduto prima dell'arrivo nella struttura genovese - sono stati trasportati dal personale della Capitaneria di Porto all'Acquario di Genova dove sono stati tenuti in una vasca curatoriale per un paio di giorni al fine di effettuare alcuni controlli veterinari e di organizzare il rilascio in natura che, come previsto dallo stesso Regolamento, deve essere immediato.
Le aragoste femmine sono molto attente alla cura delle loro uova, che conservano sull'addome protette dalla coda ripiegata, fino al momento della nascita delle larve. La riproduzione in questa specie è un processo complesso e delicato, motivo per il quale è fondamentale il rilascio immediato in mare degli animali sequestrati.
La loro riproduzione è un argomento di forte interesse e oggetto di studio per l'uso di questa specie per l'alimentazione umana. Studi che finora non hanno dato risultati significativi in ambiente controllato principalmente per la difficoltà a reperire alimenti adatti alle larve, che al momento della nascita sono molto piccole e mutano passando attraverso quattro stadi larvali.
L'occasione del sequestro offre l'opportunità di sensibilizzare il pubblico anche rispetto ad alcune modalità consolidate di uso di questi animali in gastronomia, che prevedono purtroppo tecniche alquanto inappropriate dal punto di vista del rispetto del benessere animale, quali ad esempio il mantenimento per giorni su ghiaccio e la bollitura diretta di individui vivi che comporta una forte sofferenza di questi ultimi. Si dovrebbe prevedere al contrario il mantenimento di questi animali in acquari forniti di un corretto impianto di filtrazione e di una corretta refrigerazione dell'acqua nonché la cottura di individui già soppressi.
Il rilascio degli esemplari sequestrati rientra in una più ampia collaborazione che vede da anni la Capitaneria di Porto e l'Acquario di Genova fianco a fianco per il soccorso di animali spiaggiati o in difficoltà e di liberazione di esemplari sequestrati, laddove previsto e consentito dalla legge. Una collaborazione di cui il pubblico viene informato anche attraverso una postazione video installata presso la Sala della Aree Marine Protette dell'Acquario di Genova.
Le aragoste sono Crostacei diffusi in tutti i mari temperati e caldi del mondo. La specie più comune del Mar Mediterraneo vive spesso in colonie sui fondali rocciosi fino a oltre 200 metri di profondità e può raggiungere 50 centimetri di lunghezza.
L'aragosta è provvista di 5 paia di zampe che le consentono di spostarsi agevolmente sui fondali rocciosi. Ha due lunghe antenne e a differenza dell'astice, non possiede le chele che sono sostituite da piccole pinze con funzione sia di difesa che sensoriale. È un animale che rimane spesso rintanato negli anfratti e nei buchi delle rocce durante il giorno, mentre di notte si sposta alla ricerca del cibo, costituito da altri animali (principalmente Molluschi e Crostacei) che vivono sul fondale.
Ufficio Stampa Acquario
Costa Edutainment
Acquario di Genova
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