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Alcune specie che abitano le Scogliere Coralline










Squalo zebra (Stegostoma fasciatum) Lo squalo zebra è un tipico squalo costiero tropicale che vive sia sui fondali sabbiosi che tra i coralli delle scogliere. Piuttosto pigro, almeno di giorno, diventa probabilmente più attivo durante la notte, spostandosi alla ricerca di cibo; si nutre principalmente di molluschi ma cattura anche piccoli pesci. Nuota lentamente, però è in grado di insinuarsi con abilità negli stretti passaggi della scogliera per cacciare le proprie prede. I giovani presentano una caratteristica livrea nera, attraversata da bande che inizialmente sono bianche, per diventare poi gialle; gli adulti sono invece biancastri con macchie nere distribuite su tutto il corpo. Gli adulti, inoltre, hanno delle creste dorsali che percorrono il corpo per tutta la sua lunghezza, assenti nei giovani. Non è particolarmente pericoloso per l'uomo, ma se viene disturbato può reagire mordendo. Al contrario, è oggetto di una caccia spietata per l'utilizzo delle pinne (rinomate nella cucina orientale); anche altre parti del corpo sono utilizzate dall'uomo, principalmente il fegato per l'estrazione di vitamine e la carne, che viene consumata fresca o essiccata oppure usata per la produzione di farina di pesce.

Pesce chitarra (Rhynchobatus djiddensis) I pesci chitarra ed i pesci violino sono parenti di squali e razze, presentando una forma del corpo che ricorda le caratteristiche di entrambi questi gruppi animali. La parte anteriore è appiattita, con il muso allungato a formare una sorta di rostro; la parte posteriore, invece, mantiene la forma cilindrica, più tipica degli squali. Si nutrono di crostacei, molluschi ed altri piccoli animali che catturano sul fondale, potendo anche utilizzare il rostro per smuovere la sabbia e scavare alla ricerca di prede. La pelle di questi animali, ricoperta di finissime squame dentellate, veniva usata nell'area mediterranea come cartavetrata nell'artigianato (in particolare dai mastri liutai): è l'antico zigrino. Attualmente vengono pescati per il fegato e soprattutto per le pinne, molto ricercate nella gastronomia dei paesi orientali e causa di vere stragi di molte specie di squali, oggi minacciate di estinzione proprio per questo motivo.

Pesce balestra picasso (Rhinecanthus aculeatus) I pesci balestra sono presenti con numerose specie negli ambienti tropicali, mentre nel Mar Mediterraneo se ne trova soltanto una. Sono caratterizzati da una tipica forma romboidale e da colori spesso sgargianti. Il balestra picasso deve il suo nome proprio alla particolare livrea, molto elaborata e ricca di striature multicolori, quasi a ricordare la grande abilità del famoso pittore. Hanno l'abitudine di dormire adagiati su un lato e di incastrarsi letteralmente tra gli anfratti della scogliera, utilizzando il secondo raggio della pinna dorsale che si va ad inserire nel primo mantenendolo così saldamente sollevato; da questo deriva il loro nome comune. Quando si sentono minacciati, emettono un caratteristico rumore, simile ad un ronzio o sbattono rumorosamente i denti. Pesce angelo imperatore (Pomacanthus imperator) È forse il più noto tra tutti i pesci angelo. Vive sui fondi corallini fino a 70 metri di profondità ed è per lo più solitario. Raggiunge i 40 cm di lunghezza e si ciba di alghe e spugne. Caratterizzato, come tutti i pesci angelo, da una vistosa colorazione a strisce gialle e blu orizzontali, da giovane è invece completamente diverso: il colore di base è scuro, con cerchi concentrici bianchi e azzurri verso la parte posteriore del corpo che assomigliano molto ad un grande occhio. In questo modo i predatori percepiscono una dimensione dell'animale molto maggiore di quella reale; inoltre il vero muso, così come accade nei pesci farfalla, è camuffato grazie ad una banda scura che attraversa l'occhio.

Barracuda (Sphyraena barracuda) Il barracuda è un importante predatore, caratteristico delle acque temperate e tropicali. Il corpo è molto allungato e cilindrico; la forma ricorda quella dei lucci, tanto che in Italia viene chiamato anche luccio marino. Può raggiungere quasi 2 metri di lunghezza. Il muso è appuntito, con la mascella inferiore prominente come quella dei bull-dog: da essa sporgono denti allungati e affilati. In genere ha abitudini solitarie, ma i giovani possono formare grandi banchi. Nonostante la cattiva fama non attacca l'uomo, che non fa parte del suo ambiente naturale; gli incidenti accaduti sono dovuti ad errori o provocazioni, anche involontarie, da parte dell'uomo stesso e si attribuiscono all'utilizzo di monili luccicanti come le squame di pesce.

Pesce Napoleone (Cheilinus undulatus) Il pesce Napoleone può raggiungere dimensioni enormi, paragonabili addirittura ad un'utilitaria, arrivando a superare i 2 metri di lunghezza e i 200 chilogrammi di peso. Il grande capo è caratterizzato, negli esemplari più anziani, da un 'bernoccolo' molto evidente sulla fronte: proprio la vaga somiglianza di questo bernoccolo con i cappelli militari dell'epoca napoleonica gli ha valso il nome comune. È molto curioso, e ciò lo spinge ad avvicinarsi ai subacquei; purtroppo nei siti turistici si ha la pessima abitudine di attirarlo con uova sode o altro cibo, causando gravi danni al fegato di questo delicato animale.

Pesce scorpione (Pterois volitans) Il pesce scorpione è molto comune lungo le scogliere coralline. Ha abitudini notturne e caccia all'agguato, rimanendo perfettamente immobile tra le rocce. Può raggiungere i 40 centimetri di lunghezza ed è caratterizzato da una colorazione a strisce verticali bianche e rossastre. Se si sente minacciato estende al massimo le pinne pettorali e dorsali per ingannare il potenziale predatore sulle sue reali dimensioni. Inoltre rivolge verso l'aggressore i lunghi raggi della pinna dorsale; questi raggi solcati sono collegati a ghiandole velenifere che secernono un potente veleno e vengono usati solo per difesa. Per tale motivo, bisogna evitare assolutamente di toccarlo o disturbarlo, anche se bellissimo.

Pesce pagliaccio (Amphiprion ocellaris) Quella tra pesce pagliaccio e anemone di mare è una delle associazioni più conosciute. Si tratta di una specie di "matrimonio di interesse". Il pesce pagliaccio si ricopre di uno strato di muco che lo rende immune dai tentacoli urticanti dell'anemone e ne ricava così protezione dagli eventuali predatori; in cambio il pesce pagliaccio, che è territoriale, difende in maniera energica l'anemone nonostante la sua piccola mole. Esistono molte specie di pesce pagliaccio, tutte caratterizzate da una livrea generalmente arancione più o meno scura con bande bianche differentemente distribuite; questa specie, con i suoi 8 centimetri di lunghezza massima, è una delle più piccole. Presso l'Acquario di Genova esiste un programma scientifico per la loro riproduzione.

Tartaruga verde (Chelonia mydas) La tartaruga verde vive prevalentemente in acque tropicali, ma la si può trovare anche in mari temperati, come il Mediterraneo. Può raggiungere i 150 centimetri di lunghezza ed è prevalentemente erbivora ma, all'occasione, si ciba anche di meduse. Purtroppo può accadere che le tartarughe confondano queste ultime con i sacchetti di plastica abbandonati in mare e, ingoiandoli, rischino il soffocamento. Le tartarughe verdi sono in grado di compiere migrazioni sorprendenti e, per deporre le uova nello stesso posto in cui sono nate, possono viaggiare per oltre 6.000 Km! Questo fenomeno prende il nome di "homing", che significa "ritorno a casa". Cernia gigante del Mar dei Carabi (Epinephelus itajara) Estremamente vorace, la cernia cattura le sue prede "aspirandole" letteralmente nella grande bocca. È un predatore d'attesa, infatti passa quasi tutto il suo tempo nella stessa zona, nascosta nell'oscurità di grotte e anfratti. Essendo territoriale aggredisce qualsiasi altro esemplare che si aggiri nei pressi della propria tana. La cernia gigante del Mar dei Caraibi ospitata nella vasca della Scogliera Corallina Caraibica dell'Acquario, è la più grande tra tutte le cernie: raggiunge quasi 2 metri e mezzo di lunghezza e supera i 300 chilogrammi di peso, potendo arrivare anche a mezza tonnellata! È una specie tipica dell'area tropicale dell'Oceano Atlantico, ma la si trova anche sulle coste pacifiche.

Pesce farfalla (Chaetodon benetti) Una delle caratteristiche che accomuna molti pesci farfalla, è la presenza di una banda verticale che attraversa l'occhio, nascondendolo. Questo rende più difficile la localizzazione della testa ai possibili predatori. In altri pesci farfalla, così come in alcuni giovani pesci angelo, questa caratteristica è associata a finti occhi, ben evidenti, disegnati in prossimità della coda; in questo modo il predatore, pensando che la testa della preda sia dove in realtà è la sua parte posteriore, porta l'attacco verso quella direzione lasciando la possibilità al pesce farfalla di fuggire dalla parte opposta! Murena verde (Gymnothorax funebris) Il morso delle murene è molto temuto, ed a ragione! I denti aguzzi e ripiegati all'indietro, infatti, non consentono a questi animali di allentare la presa e per liberarsene è necessario provocare dolorose lacerazioni, con il rischio di pericolose infezioni. Il morso delle murene è dolorosissimo e spesso si infetta; le murene, al pari dei gronghi e delle anguille contengono una tossina disciolta nel sangue che perde la sua efficacia con le alte temperature e quindi non si corre nessun pericolo nel mangiare la loro carne ben cotta. Tuttavia, richiedono particolare accortezze nella manipolazione.

Pesce chirurgo (Paracanthurus hepatus) I pesci chirurgo sono così chiamati per via delle due scaglie modificate molto affilate - come i bisturi del chirurgo - poste in prossimità della coda e utilizzate per difesa. Questo pesce chirurgo è tipico della zona indopacifica. Ha un caratteristico corpo compresso e a forma di uovo, di colore blu elettrico con bande blu e la coda gialla. Raggiunge i 25 cm di lunghezza, vive in piccoli gruppi e si ciba principalmente di animali planctonici.

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