Genova, 19 settembre 2005 - È spostata a sabato 24 settembre la gita in battello organizzata dall'Acquario di Genova e dalla sua Fondazione per raccogliere fondi a sostegno di Shellshock, la campagna internazionale per la conservazione in natura di testuggini e tartarughe. L'escursione, organizzata anche grazie alla collaborazione del Consorzio Liguria Via Mare, consentirà al pubblico di assistere alla liberazione di tre esemplari di Caretta caretta, ospedalizzati e curati nei mesi scorsi presso l'Acquario. Il 50% del ricavato dalla vendita dei biglietti verrà devoluto a favore della campagna stessa. Un biologo della struttura genovese sarà anche a bordo del battello per illustrare ai visitatori le caratteristiche degli animali liberati e le attività legate alla campagna. Il costo del viaggio in battello è di 15 Euro per gli adulti e 10 Euro per i bambini. L'appuntamento per la partenza del battello è alle ore 10 di sabato 24 settembre a Ponte Spinola (lato sinistro dell'Acquario). Per partecipare è indispensabile prenotare presso Incoming Liguria telefonando al numero 010/2345.666. In caso di maltempo, l'escursione verrà rimandata al primo giorno con condizioni metereologiche favorevoli. La liberazione avverrà al largo del Porto di Genova, per opera del Corpo Forestale dello Stato, servizio C.I.T.E.S. e della Capitaneria di Porto, che metterà a disposizione del personale dell'Acquario di Genova una motovedetta riservata per il trasporto degli animali. Promossa dall'Associazione Europea di Zoo e Acquari (EAZA), Shellshock ha l'obiettivo di combattere la minaccia di estinzione di tartarughe e testuggini: questi rettili, che vivono sulla terra da 250 milioni di anni, si distinguono in 272 specie differenti; 8 di esse sono estinte o estinte in natura, 25 fortemente a rischio, 46 in pericolo, 57 vulnerabili. Negli ultimi 30 anni, infatti, l'uomo ha sottratto ai loro ambienti naturali milioni di esemplari per commercializzarli, utilizzarli in cucina, prelevarne il guscio o creare farmaci di dubbia efficacia. Numerose altre cause concorrono alla minaccia di estinzione, tra le quali il prelievo di uova dai nidi sulle spiagge per consumo alimentare, le reti da pesca nelle quali molti esemplari rimangono accidentalmente impigliati, i danni causati dall'inquinamento da petrolio e dalla distruzione degli ambienti naturali dove vivono alcune specie, le ferite da eliche di imbarcazioni. Solo per citare qualche cifra, ogni anno in Cina oltre 12 milioni di tartarughe, per la maggior parte catturate in natura, sono vendute sul mercato locale e internazionale; nel 1998 un'inchiesta ha verificato che ogni giorno venivano esportate più di 29 tonnellate di animali vivi dal Vietnam alla Cina, di cui oltre il 60% erano tartarughe (6.531 tonnellate di sole tartarughe!). Lanciata ufficialmente il 22 settembre 2004 in occasione della conferenza annuale dell'EAZA a Kolmarden, Shellshock conta già in 25 Paesi europei 127 partecipanti, di cui 117 membri dell'EAZA, come l'Acquario di Genova, ed ha già raccolto oltre 250.000 Euro. La strategia della campagna si fonda su 3 punti: · promuovere campagne di sensibilizzazione a livello internazionale per aumentare la consapevolezza del grande pubblico rispetto al rischio di scomparsa di questi rettili · costruire una lista di specie prioritarie a rischio, definita "Arca delle tartarughe", e incoraggiare zoo e acquari a lavorare maggiormente con esse in ambiente controllato per evitarne l'estinzione · sostenere progetti di conservazione in natura. Per sostenere i progetti di conservazione in natura, l'Acquario di Genova e la sua Fondazione, al pari delle altre strutture che aderiscono alla campagna, si impegnano a raccogliere fondi presso enti e istituzioni coinvolgendo il grande pubblico. Un singolo progetto di conservazione in natura, dal quale può dipendere la salvezza di una specie di testuggine, può essere realizzato con una cifra compresa tra 5.000 e 10.000 Euro. Tra i progetti locali ad oggi finanziati dalla campagna, risulta esemplare la ricostruzione in Sri Lanka della comunità di Kosgoda, distrutta dallo tsunami. A Kosgoda, dal 1995, era stato avviato e realizzato un importante progetto di conservazione di cinque specie di tartarughe, attraverso attività educative, di ricerca e, soprattutto, il coinvolgimento dell'intera comunità locale. Lo tsunami ha distrutto non solo i siti di deposizione sulle spiagge, ma il villaggio che viveva delle attività collegate al progetto. Grazie ai fondi raccolti con Shellshock, la comunità è stata interamente ricostruita ed ha potuto riprendere a pieno ritmo le consuete attività. I visitatori dell'Acquario possono contribuire alla campagna con un'offerta libera nell'apposita urna posizionata lungo il percorso espositivo dell'Acquario, nella zona dedicata al Madagascar, oppure acquistando uno dei prodotti nella vetrina Shellshock in esposizione presso il nuovo Gift Shop. Shellshock si sposa pienamente con la missione dell'Acquario di Genova e della sua Fondazione, da sempre impegnate a sensibilizzare ed educare il grande pubblico alla conservazione, alla gestione e all'uso responsabile degli ambienti acquatici, attraverso la conoscenza e l'approfondimento delle specie animali e dei loro habitat. A tal proposito, la struttura genovese è da anni impegnata in diversi progetti e azioni che riguardano alcune specie di tartarughe e testuggini: · lo studio e la conservazione di una specie di tartaruga palustre (Emys orbicularis ingauna) originaria dell'area albenganese; · l'ospedalizzazione di Caretta caretta o altre tartarughe marine in difficoltà in collaborazione con il Corpo Forestale dello Stato e nell'ambito di un più ampio progetto del Centro Studi cetacei; · la gestione ed il mantenimento di Chelonia mydas importate illegalmente, confiscate e affidate all'Acquario; · un progetto di riproduzione in ambiente controllato della specie malgascia Pyxis arachnoides, recentemente entrata nell'appendice I della CITES; · l'organizzazione di una mostra permanente alla Città dei Bambini per insegnare anche ai più piccoli la storia della tartaruga della Florida (Trachemys scripta) comunemente venduta nei negozi come cucciolo e poi abbandonata negli stagni e nei fiumi una volta cresciuta; questa esposizione sottolinea l'impatto ambientale che questi abbandoni comportano sulla tartaruga palustre nostrana (Emys orbicularis). Nel mese di ottobre presso l'Acquario di Genova sarà inoltre allestito un nuovo terrario all'interno della Grande Nave Blu per mostrare ai visitatori, tra le altre, alcune delle specie di testuggini e tartarughe con le quali la struttura lavora al fine di preservarle dall'estinzione.









