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'Sahel: l'attesa e l'assenza'

Mercoledì 10 febbraio alle 17.50, nell'Auditorium dell'Acquario di Genova, avrà luogo il quinto incontro del ciclo di mercoledì scienza dal titolo "Viaggio: racconti, emozioni visioni", organizzato dagli Amici dell'Acquario in collaborazione con l'Acquario stesso e con l'appoggio della Compagnia San Paolo.

Il tema "SAHEL: L'ATTESA E L'ASSENZA", verrà presentato da Marco Aime, ordinario di Antropologia e Direttore del Dipartimento di Storia Moderna e Contemporanea dell'Università di Genova.

"Sahel" in arabo significa sponda, riva. Quella riva tanto agognata dai viaggiatori medievali del Sahara, che attendevano di vedere comparire all'orizzonte il verde di Timbuctu o di Gao, per approdare in città ricche e colte, che popolavano i racconti di tanti mercanti e cronisti dell'epoca. Per quei viaggiatori Sahel era la fine del viaggio, la fine della sete, il riposo, la sicurezza, la ricchezza, l'altra faccia del deserto.
Il Sahel è un'eterna attesa. La sensazione che si prova percorrendone le piste sabbiose è che qualcosa, in quelle piane seccate dal sole, stia sempre per arrivare o accadere. Il Sahel è soprattutto un'assenza. Stupisce più per ciò che manca che per ciò che vediamo. E stupisce perché non nasconde nulla, tutto è lì, davanti agli occhi del viaggiatore e quel tutto deve essere colto nel suo muoversi impercettibile. Il Sahel non è terra dai toni forti, occorre un palato raffinato per apprezzarlo. Per capirlo occorre fermarsi ad osservare i suoi colorati mercati, il via vai di donne con le calebasse in testa, occorre sedersi con calma all'ombra di un albero, nel centro di un villaggio e chiacchierare con gli anziani del posto.
Il Sahel non nasconde nulla: è terra nuda davanti ai nostri occhi. Non è un luogo della memoria, una provincia dell'anima. Il Sahel non lascia spazio ai sogni.

L'ingresso all'incontro è libero fino ad esaurimento posti.
Per informazioni contattare gli Amici dell'Acquario al n. tel. 0102345279 o 0102345323.
http://www.amiciacquario.ge.it/

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