10 August 2018

Altro che Sirene. Canti e incanti delle balene.

Per tutti i Cetacei i suoni sono molto importanti. Sott’acqua, infatti, l’assorbimento della luce rende difficile la visione, mentre il movimento lento del fluido rispetto all’aria diminuisce l’efficacia dell’olfatto.
Ognuno dei due gruppi di Cetacei, però, utilizza i segnali acustici a modo suo. Mentre gli Odontoceti, ossia i Cetacei muniti di denti, come i delfini, le focene e il capodoglio, utilizzano quotidianamente i fischi per comunicare e i click (suoni ad alta frequenza) per orientarsi nell’ambiente acquatico, alcune specie di Misticeti, cioè le balene e le balenottere, “cantano”. Almeno nel periodo dell’accoppiamento.

Le vocalizzazioni di alcuni di questi grandi Cetacei (la megattera, una sottospecie di balenottera azzurra, la balena della Groenlandia) sono infatti paragonate da molti studiosi a vere e proprie canzoni: sono organizzate in sottofrasi, frasi e temi ricorrenti, un po’ come strofe e ritornelli.

Ma c’è di più. Poiché balene che occupano le stesse regioni geografiche tendono a produrre melodie simili, solo con leggere variazioni, possiamo affermare che siano assimilabili ai nostri canti tradizionali: riprodotti da centinaia di individui, modificati a seconda del gusto personale ed evoluti nel tempo, ma sempre caratterizzati da tratti comuni ad una determinata regione.

A che cosa servono questi canti? Sono serenate! Infatti vengono intonate dai maschi nel periodo dell’accoppiamento e di anno in anno possono cambiare: un nuovo set di frasi e temi stravolge la hit parade dell’anno precedente, lanciando i nuovi trend della stagione.

In particolare, una recentissima ricerca dell’Università di Washington, che ha registrato i canti delle balene della Groenlandia per 4 anni, dal 2010 al 2014, ha rilevato in una singola popolazione una straordinaria creatività: 184 canzoni differenti, intonate 24 ore al giorno, da novembre ad aprile, per un periodo cioè assai più lungo di quello strettamente necessario al corteggiamento (il periodo riproduttivo va da marzo ad agosto, circa) e completamente diverse di stagione in stagione.

Non si conosce il motivo di una tale varietà di temi né di un’attività canora tanto prolungata. Quel che è certo è che le vocalizzazioni di tutti i Cetacei hanno funzioni sociali molto importanti (le balene emettono vari tipi di suoni, ad esempio il feeding call, il cosiddetto richiamo del pasto, non solo i “canti d’amore” ) e che l’inquinamento sonoro prodotto dall’uomo influisce negativamente sulla comunicazione di questi straordinari animali.

Una ricerca della Cornell University ha dimostrato, ad esempio, che il rumore ambientale delle imbarcazioni ha dimezzato la portata dei suoni emessi dalle balene: suoni un tempo capaci di attraversare l’oceano da una sponda all’altra e, forse, utili nel tracciare la rotta migratoria. Altri studi hanno rilevato che l’incremento del traffico marittimo al largo di Vancouver ha costretto le orche a cambiare la frequenza e aumentare il volume dei loro vocalizzi, apparentemente nel tentativo disperato di sovrastare il rumore umano e farsi sentire dai propri simili.

Insomma, sarebbe il caso di fare un po’ meno baccano là fuori, e lasciarsi incantare un po’ di più.