31 July 2018

Mediterraneo, meraviglioso per natura

Lo scorso 8 luglio si è celebrata la Giornata Internazionale del Mar Mediterraneo. Istituita per la prima volta nel 2014, questa ricorrenza commemora i caduti in mare, siano essi pescatori, marinai o migranti, con un accento particolare sull’ambiente: lo sfruttamento sconsiderato delle risorse naturali e il disequilibrio economico che questo comporta, infatti, sono alcuni dei fattori all’origine di povertà, guerre e migrazioni.

La Giornata del Mediterraneo è prima di tutto un monito a valorizzare questo meraviglioso specchio d’acqua, ricordando quanto tutti noi ne siamo dipendenti e debitori. Ecco un piccolo promemoria:

Un mare di civiltà

Egizi, Micenei, Greci, Fenici, Etruschi, Romani… Il Mediterraneo è da sempre crocevia di culture. Con il suo clima ha favorito lo sviluppo dell’agricoltura e dell’allevamento lungo le sue coste fin dal 6.000 a.C. e, grazie alle sue acque relativamente protette, la navigazione e l’incontro tra popoli, creando così le condizioni per la diffusione di saperi, tecniche e tecnologie e, infine, la nascita di una civiltà con radici comuni: quella occidentale.

Dal clima all’alimentazione

Clima mediterraneo, dieta mediterranea, stile di vita mediterraneo… quanto del nostro modo d’essere e di vivere dobbiamo a questo mare? Collegato all’Oceano Atlantico solo attraverso lo Stretto di Gibilterra e all’Oceano Indiano attraverso il Canale di Suez, passando per il Mar Rosso, il Mediterraneo subisce poco le maree e vanta temperature piuttosto stabili, che oscillano tra i 13 e i 30°C a seconda di latitudini e stagioni. È dunque uno straordinario serbatoio termico cui dobbiamo in buona parte il nostro clima e quindi le nostre coltivazioni (olivo, vite, agrumi, ecc.) che tanto hanno influito – con benefici oggi ampiamente riconosciuti dalla scienza – sulla nostra alimentazione e sul nostro stile di vita.

Inimitabile, ma non unico

Forse non tutti sanno che di mari mediterranei ce ne sono diversi. La parola latina “mediterraneus”, infatti, vuol dire “in mezzo alle terre”. Il Mare Nostrum, come lo chiamavano i Romani, ha la caratteristica di essere chiuso tra, Stati e addirittura continenti diversi e in questo non è unico. Esiste il Mediterraneo Australasiatico, ad esempio, tra il sud-est dell’Asia e l’Oceania; il Mediterraneo Americano, noto anche come Mar dei Caraibi, e il Mar Glaciale Artico, circondato dalle estremità settentrionali di America, Europa ed Asia.

Figlio dell’Atlantico

Il fatto che il Mediterraneo sia un bacino semichiuso non ha solo effetti benefici: l’evaporazione dell’acqua marina è superiore all’apporto di acque dolci fluviali (ulteriormente ridotto dalle importanti opere di sistemazione idraulica dei grandi fiumi che sfociano nell’area) e alle precipitazioni. Tale squilibrio viene però compensato dall’ingresso di acque atlantiche attraverso lo Stretto di Gibilterra.

Eppure del tutto indipendente

Benché piuttosto povero di nutrienti (con l’eccezione delle aree nei pressi delle foci dei grandi fiumi, assai ricche e caratterizzate da ecosistemi propri) il Mediterraneo vanta una notevole biodiversità: quasi il 30% delle specie che lo popolano sono endemiche, cioè esclusive di questo mare.
Tuttavia, questo meraviglioso e complesso sistema, caratterizzato da habitat diversi, è posto a rischio da molti fattori come l’inquinamento, i cambiamenti climatici (la tropicalizzazione), la presenza di specie aliene, il turismo di massa,… tutti fattori che mettono numerose specie a rischio.

Tutelare il Mar Mediterraneo significa preservare un ambiente unico, nel quale convivono da millenni natura e cultura. Nel quale da sempre gli uomini intraprendono viaggi, incontri e scambi. In passato erano i commercianti o i pescatori, oggi sono soprattutto i migranti. La Giornata Internazionale del Mediterraneo è dedicata a loro e allo straordinario teatro dei loro viaggi.