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I nidi di tartaruga <i>Caretta caretta</i> in Liguria nel 2025

I nidi di tartaruga Caretta caretta in Liguria nel 2025

03/07/2025

 

Si è conclusa la stagione di nidificazione in Liguria per le tartarughe marine della specie Caretta caretta. In totale sono nate oltre 700 tartarughe.

Sono stati 11 i nidi di tartaruga individuati e gestiti dal Gruppo Ligure Tartarughe che si è occupato del monitoraggio grazie al supporto delle associazioni Delfini del Ponente e Menkab, della Società Naturalistica Spezzina, del Parco Naturale Regionale di Montemarcello Magra Vara, dell’Associazione Sportiva Cavese U Cantu. Oltre 150 i volontari – membri delle associazioni e semplici cittadini - si sono prodigati sia a Ponente, sia a Levante.

A questi nidi, se ne aggiunge un secondo a Sestri Levante, da cui sono nati altri individui dei quali non si possiedono dati scientifici, non essendo stato possibile individuarlo né in fase di nidificazione né in fase di schiusa.

Gli eventi di nidificazione hanno potuto contare su molte altre collaborazioni: la Guardia Costiera, i Comuni coinvolti, i gestori degli stabilimenti e molti cittadini che hanno contribuito portando viveri, acqua e compagnia a coloro che presidiavano i nidi e registrando una grande partecipazione da parte di tutti i soggetti, pubblici e privati, del territorio.

Dal 2021, a monitorare questi eventi interviene il Gruppo Ligure Tartarughe – GLIT – costituito da Acquario di Genova, coordinatore, Arpal (Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente ligure), Università di Genova - Distav e Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta.

In caso di avvistamenti di esemplari in deposizione sulla battigia o di tracce sulla sabbia, è necessario segnalare immediatamente l’evento alla Guardia Costiera al 1530 o 112 che, in caso di necessità, attiva la corretta procedura di intervento segnalando l’avvistamento all’Acquario di Genova, coordinatore del GLIT.

Il GLIT coordina le attività tecnico-scientifiche da svolgere sul territorio coinvolgendo il Comune interessato, associazioni locali, dove possibile e, dove presenti, gestori degli stabilimenti balneari interessati dall’evento.


Si ricorda che in casi di eventi di nidificazione, la gestione del nido e gli eventuali interventi sugli animali e le uova sono consentiti esclusivamente agli enti autorizzati dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, in questo caso Arpal e Acquario di Genova.

 

IL PRIMO NIDO DELL’ESTATE 2025 A CELLE LIGURE 

I nidi di tartaruga <i>Caretta caretta</i> in Liguria nel 2025


Il 19 giugno 2025 a Celle Ligure è stato trovato il primo nido di tartaruga marina Caretta caretta della stagione 2025 in Liguria: nel primo pomeriggio presso una spiaggia a uso privato, i bagnini dello stabilimento hanno riconosciuto sulla sabbia le tipiche impronte lasciate dalle femmine di tartaruga marina che fuoriescono dall’acqua per deporre. I bagnini hanno subito avvisato la Guardia Costiera che a sua volta ha attivato l’associazione Menkab e il Gruppo Ligure Tartarughe, costituito nel 2021 da Acquario di Genova, Arpal (Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente ligure), Università di Genova - Distav e Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta per gestire e studiare le nidificazioni di tartaruga marina.

Sul luogo si è recato un naturalista dell’Arpal in rappresentanza del GLIT riscontrando l’effettiva presenza del nido, posto a circa 11 metri dalla riva, a ridosso della falesia e ad almeno 37 centimetri di profondità.

È stato collocato un data logger per la registrazione della temperatura, sono state posizionate le prime limitazioni per evitare disturbo al nido, è stato prelevato un campione di sedimento e sono state posizionate le barriere di protezione.

Nel pomeriggio del 27 agosto, essendo passato l'intervallo di tempo previsto per la schiusa, i naturalisti di Arpal, a nome del Gruppo Ligure Tartarughe, hanno proceduto all’ispezione del nido dove sono state trovate 110 uova.
Da una prima ispezione visiva non è risultato evidente alcuno sviluppo embrionale; potrebbe pertanto trattarsi di uova non fecondate o di uova in cui lo sviluppo si è arrestato in fase precoce per fattori ambientali quali mareggiate e abbassamento delle temperature.  Gli esperti del GLIT effettueranno ulteriori approfondimenti in laboratorio, per individuare la causa della mancata schiusa.

 

UN NUOVO NIDO A SESTRI LEVANTE 

I nidi di tartaruga <i>Caretta caretta</i> in Liguria nel 2025


Nella serata del 27 giugno 2025 una tartaruga marina Caretta caretta è stata avvistata mentre risaliva la spiaggia nella baia delle Favole a Sestri Levante e deponeva le uova. L’evento è avvenuto tra le 21 e le 23, presso la spiaggia libera nei pressi della Galleria Sant’Anna.

Gli esperti e le esperte del GLIT (Gruppo Ligure Tartarughe) si sono recati la mattina successiva sulla spiaggia per verificare la presenza del nido e avviare la procedura per la sua gestione. Il nido si trova a circa 28 metri dalla riva e a circa 35 centimetri di profondità. 

È stato collocato un data logger per la registrazione della temperatura, sono state posizionate le prime limitazioni per evitare disturbo al nido ed è stato prelevato un campione di sedimento. Durante il sopralluogo erano presenti la Guardia Costiera e il Sindaco di Sestri Levante, Francesco Solinas. 

Il GLIT coordina le attività tecnico-scientifiche da svolgere sul territorio coinvolgendo il Comune e le Associazioni locali che aiuteranno il GLIT nel presidio del nido e nelle future attività di divulgazione e sensibilizzazione. 

Questa nidificazione segue di appena una settimana quella di Celle Ligure del 20 giugno. È il nono nido registrato in Liguria dal 2021, anno del primo evento registrato a Finale Ligure.

In base ai dati raccolti, nei giorni precedenti ferragosto, il GLIT ha predisposto il corridoio di protezione per agevolare l’ingresso in mare degli eventuali piccoli esemplari. Il 14 agosto, alle 2 del mattino circa, è iniziata la schiusa delle uova alla presenza degli esperti del Gruppo Ligure Tartarughe, dei volontari in turno di monitoraggio, del Sindaco e di numerosi cittadini e turisti che hanno condiviso l’emozionante momento. La fuoriuscita è avvenuta in più riprese, nelle ore notturne fino al 16 agosto per un totale di 84 piccoli esemplari.

Dopo 72 ore dall’uscita dell’ultimo piccolo esemplare, i biologi dell’Acquario di Genova e i naturalisti di Arpal, a nome del Gruppo Ligure Tartarughe, hanno effettuato l’ispezione del nido. Sono state trovate un totale di 94 uova, di cui 88 schiuse, corrispondenti dunque al numero di piccoli nati, 4 con embrione non arrivato alla schiusa, una aperta (tecnicamente “pipped”) ma senza fuoriuscita dell’esemplare e una non regolare.

A conclusione dell’indagine scientifica, che ha consentito di raccogliere dati importanti per lo studio di questi eventi, sono stati smantellati la gabbia a protezione del nido e il corridoio che ha aiutato i piccoli esemplari a raggiungere il mare dopo l’emersione.


 

Nella stessa località di Sant’Anna, la sera del 3 settembre, sono emerse a sorpresa delle tartarughe da un secondo nido che non era stato individuato. Alcuni piccoli esemplari sono stati avvistati da cittadini che li hanno notati mentre vagavano alla ricerca del mare. I biologi e naturalisti di Arpal, con il supporto del Comune, hanno ispezionato la spiaggia in cerca del nido, ma non è stato trovato. Esperte ed esperti del GLIT, di concerto con il Comune, hanno ritenuto opportuno non adottare alcuna misura cautelare ma allertare la popolazione che, nel caso fossero avvistate ancora delle piccole tartarughe o altre tracce sulla sabbia venga immediatamente allertata la Capitaneria di Porto al 1530.

Nei giorni successivi il gruppo di volontari, formatosi per il primo nido di Sestri Levante, si è nuovamente attivato per tenere monitorata la spiaggia.

UN NUOVO NIDO AD ARMA DI TAGGIA

I nidi di tartaruga <i>Caretta caretta</i> in Liguria nel 2025

La mattina del 2 luglio 2025 una volontaria dell’Associazione Delfini del Ponente ha individuato sulla spiaggia di Arma di Taggia le tracce di una tartaruga Caretta caretta che dal mare proseguivano sotto i lettini dello stabilimento balneare La Fortezza.

Una biologa dell’ARPAL, per conto del GLIT (Gruppo Ligure Tartarughe), insieme ai biologi di Delfini del Ponente, si è recata sulla spiaggia per verificare la presenza del nido e avviare la procedura per la sua gestione. Il nido si trova a circa 11 metri dalla riva e a circa 15 centimetri di profondità. 

È stato collocato un data logger per la registrazione della temperatura ed è stato prelevato un campione di sedimento. La Guardia Costiera ha delimitato subito l’area per evitare disturbo al nido. Durante il sopralluogo era presente anche l’Amministrazione comunale.

Il GLIT coordina le attività tecnico-scientifiche da svolgere sul territorio coinvolgendo il Comune, i gestori dello stabilimento balneare e l’Associazione Delfini del Ponente che aiuterà il GLIT nel presidio del nido e nelle attività di divulgazione e sensibilizzazione.

Questa nidificazione è la seconda per Arma di Taggia: lo scorso anno ara avvenuta una deposizione la sera del 27 giugno presso lo stabilimento balneare Piccolo Lido, poco distante dall’attuale nido. La schiusa delle uova era avvenuta ai primi di settembre con una percentuale di successo di oltre l’89%: 93 uova schiuse e 11 non sviluppate.

Il nido di Arma di Taggia è il terzo nido di questa stagione 2025 dopo quello di Celle Ligure e Sestri Levante.

I nidi di tartaruga <i>Caretta caretta</i> in Liguria nel 2025

Nel primo pomeriggio del 28 agosto, i biologi e naturalisti di Arpal, a nome del Gruppo Ligure Tartarughe, coadiuvati dai biologi dell’associazione Delfini del Ponente sono intervenuti per un controllo sul nido di Arma di Taggia, essendo sopraggiunto il possibile periodo di schiusa e per valutare eventuali misure di protezione in vista dell’innalzamento del livello del mare previsto domani. Dal primo controllo sono stati trovati 45 piccoli esemplari di tartaruga fuori dalle uova e in attesa di uscire dalla camera del nido. I piccoli, già pronti e autonomi, sono stati rilasciati sulla battigia e hanno fatto il loro ingresso in mare in sicurezza. Dall’ispezione del nido è stata verificata la presenza di altre uova che sono state messe in sicurezza per proteggerle dalla mareggiata.

Nella notte tra il 31 agosto e il 1 settembre, dal nido messo in sicurezza sono nate altre 20 piccole tartarughe. A causa del forte inquinamento luminoso da terra, per l’ingresso in acqua è stato necessario l’intervento dei biologi dell’associazione Delfini del Ponente, di presidio al nido insieme ai numerosi volontari, in accordo e in contatto con il Gruppo Ligure Tartarughe (GLIT).
 

Nella notte del 1 settembre, sono nati altri 9 piccoli esemplari di tartaruga che hanno fatto il loro ingresso in mare regolarmente.
 

Trascorse oltre 72 ore dall’emersione dell’ultimo esemplare, il Gruppo Ligure Tartarughe, con la collaborazione dell’associazione Delfini del Ponente, ha proceduto all’ispezione del nido di Arma di Taggia nel quale si sapeva fossero presenti ancora 3 uova non schiuse. In fondo al nido sono stati trovati due esemplari vivi fuori dall’uovo e un uovo vitale ancora integro. I due piccolini sono stati messi sulla sabbia e hanno fatto regolarmente il loro ingresso in mare. Nonostante le linee guida prevedano di lasciarlo nel luogo dove si trovava, non sussistevano le condizioni di sicurezza idonee per cui si è deciso di trasferire l’uovo vitale in un luogo presidiato e protetto, individuato nei pressi del nido di Imperia.

Dal nido, sono nate in tutto 77 tartarughe, con una percentuale di schiusa, ad oggi, del 99%.

 

IL NIDO A ZINOLA (SV)

Il 3 luglio è avvenuta una nuova nidificazione in Liguria di tartaruga Caretta caretta sulla spiaggia libera di Zinola (Savona) dove all’alba un esemplare è stato visto durante la fase di deposizione nei pressi del Chiosco 11 e quindi nel suo ritorno al mare.

È stata allertata la Guardia Costiera che si è recata sul posto delimitando l’area anche grazie al supporto di Autorità Portuale e gestori del chiosco che hanno fornito alcune sdraio nell’attesa delle transenne. Nel pomeriggio è arrivata la conferma della presenza delle uova dopo il sopralluogo degli esperti di Arpal a nome del Gruppo Ligure Tartarughe (GLIT), aiutati per la parte logistica anche dallo staff della Fondazione CIMA.

Il nido si trova a circa 10,5 metri dalla riva e a circa 35 centimetri di profondità.

Quello di Zinola è il quarto nido in Liguria nel 2025, di cui due in provincia di Savona, e l’undicesimo dal 2021 a oggi.

È stato collocato un data logger per la registrazione della temperatura ed è stato prelevato un campione di sedimento.

Il GLIT – Acquario di Genova, coordinatore, Arpal, Università di Genova e Istituto Zooprofilattico Sperimentale di Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta - coordinerà le attività tecnico-scientifiche da svolgere sul territorio coinvolgendo il Comune, che si è subito attivato per la regolamentazione dell’area del nido, e l’associazione Menkab che aiuterà il GLIT nel presidio del nido e nelle attività di divulgazione e sensibilizzazione.

L’11 settembre, dopo 70 giorni dalla deposizione, il Gruppo Ligure Tartarughe, alla presenza dell’Ass. Menkab, ha aperto il nido.

Dall’ispezione è risultato un totale di 94 uova in cui lo sviluppo dell’embrione si è arrestato molto precocemente.

Il GLIT ringrazia biologi e volontari dell’Ass. Menkab, Guardia Costiera, Comune di Savona per il lavoro svolto e la preziosa collaborazione.

IL NIDO A SARZANA

I nidi di tartaruga <i>Caretta caretta</i> in Liguria nel 2025

Nella tarda serata di lunedì 7 luglio a Sarzana, nei pressi dello stabilimento Odessa, alcuni clienti e una dipendente del ristorante dei vicini Bagni Roma hanno visto un esemplare di tartaruga sulla spiaggia e hanno avvisato la Guardia Costiera.

I biologi di Arpal si sono recati sul posto, a nome del Gruppo Ligure Tartarughe, e hanno verificato l’effettiva presenza del nido - quinto nido della stagione 2025 e dodicesimo dal 2021 - a circa 25 metri dalla battigia e a una profondità di circa 19 centimetri.

Al sopralluogo erano presenti anche la Guardia Costiera, la Società Naturalistica Spezzina, il Parco di Montemarcello.

È stato collocato un data logger per la registrazione della temperatura ed è stato prelevato un campione di sedimento.

Il GLIT – Acquario di Genova, coordinatore, Arpal, Istituto Zooprofilattico Sperimentale di Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta e Università di Genova - coordinerà le attività tecnico-scientifiche da svolgere sul territorio coinvolgendo il Comune, che si è già attivato predisponendo l‘ordinanza per la gestione del sito, la Società Naturalistica Spezzina e il Parco di Montemarcello che aiuteranno il GLIT nel presidio del nido e nelle attività di divulgazione e sensibilizzazione.
 

La mattina del 9 settembre, attorno alle 4:00, è iniziata la schiusa del nido. Le forti piogge non hanno impedito a 56 tartarughine di raggiungere il mare.

A seguire l’evento, monitorando che la fuoriuscita dei piccoli e il loro tragitto fino al mare procedesse regolarmente, erano presenti i referenti del Parco di Montemarcello Magra Vara, della Società Naturalistica Spezzina e di Arpal La Spezia, in contatto con il Gruppo Ligure Tartarughe (GLIT).

Il monitoraggio continuerà nelle prossime ore.

 

Lunedì 15 settembre, Arpal, a nome del Gruppo Ligure Tartarughe, ha condotto l’apertura del nido, situato nei pressi dello stabilimento Odessa, alla presenza dei referenti e volontari del parco di Montemarcello-Magra-Vara e della Società Naturalistica Spezzina, e dei concessionari dei bagni Odessa.

L’esito dell’ispezione del nido ha portato all’individuazione di 74 uova in totale, di cui 4 piccole tartarughe trovate vive nel nido durante l'ispezione e accompagnate al mare. In totale sono nati 53 individui con un tasso di successo di schiusa del 71,6%. Nelle altre uova si è riscontrata l’interruzione dello sviluppo degli embrioni.

Il Gruppo Ligure Tartarughe ringrazia il Parco Montemarcello-Magra-Vara, la Società Naturalistica Spezzina per il monitoraggio del nido, oltre al Comune di Sarzana, alla Guardia Costiera e ai gestori dei bagni Odessa per la collaborazione e il prezioso supporto.


 

IL SESTO NIDO DI TARTARUGA CARETTA CARETTA IN LIGURIA DEL 2025 A IMPERIA

I nidi di tartaruga <i>Caretta caretta</i> in Liguria nel 2025

La mattina presto del 10 luglio a Imperia Borgo Marina, una volontaria dell’associazione Delfini del Ponente impegnata nel monitoraggio ha individuato delle tracce sulla sabbia e ha allertato la Guardia Costiera.

La verifica del nido di tartaruga Caretta caretta è stata effettuata dai biologi di Delfini del Ponente in possesso dell’autorizzazione del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, con autorizzazione specifica di Arpal e in coordinamento con il Gruppo Ligure Tartarughe.

Il nido si trova nei pressi dello stabilimento Conca d’Oro, spiaggia “amica della tartarughe” che ha seguito i corsi di formazione e divulgazione organizzati da Delfini del Ponente nei mesi precedenti, ed è posizionato a 11,5 metri dalla riva e a una profondità di circa 23 centimetri.

Si tratta del sesto nido della stagione 2025 e del tredicesimo dal 2021, anno del primo evento in Liguria.

Il nido è protetto da una delimitazione provvisoria con i lettini forniti dai gestori dello stabilimento nell’attesa delle transenne definitive. Il Comune si è attivato in tal senso e per predisporre l’ordinanza per la gestione del sito.

A seguire, verrà collocato un data logger per la registrazione della temperatura e sarà prelevato un campione di sedimento.

Il GLIT – Acquario di Genova, coordinatore, Arpal, Istituto Zooprofilattico Sperimentale di Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta e Università di Genova - coordinerà le attività tecnico-scientifiche con il supporto di Delfini del Ponente sia per il presidio del nido sia per le attività di divulgazione e sensibilizzazione.
 

Nella prima serata del 5 settembre è iniziata la schiusa nel nido di Imperia Borgo Marina: i primi esemplari hanno iniziato a fare capolino dal cono intorno alle ore 19 e la fuoriuscita è iniziata circa un’ora dopo. Al momento sono nate 63 tartarughine. 

 A presidiare la schiusa i biologi e volontari dell’associazione Delfini del Ponente, insieme alla biologa dell’Acquario di Genova, in rappresentanza del Gruppo Ligure Tartarughe (GLIT). Prosegue il monitoraggio h24.
 

Il 16 settembre Acquario e Università di Genova hanno condotto l’apertura del nido situato nei pressi dello stabilimento Conca d’Oro.

Al momento dell’ispezione le uova ritrovate nel nido sono state 65, di cui 8 uova non schiuse, 1 uovo aperto con l’esemplare morto al suo interno e 1 un uovo ancora vitale che, seguendo le linee guida del Ministero, è stato ricollocato nel nido e sarà monitorato da remoto per le prossime 72 ore.

In totale sono nate al momento 55 tartarughe.

Il Gruppo Ligure Tartarughe ringrazia biologi e volontari dell’Ass. Delfini del Ponente, la Guardia Costiera, il Comune di Imperia, gestori e lavoratori dei bagni Conca d’Oro di Imperia Borgo Marina, per il supporto e la preziosa collaborazione.


 

NIDO DI VARAZZE

I nidi di tartaruga <i>Caretta caretta</i> in Liguria nel 2025

Nella serata del 14 luglio, a Varazzenella spiaggia libera al confine con lo stabilimento balneare Mauro, un gruppo di ragazzi ha avvistato un esemplare di tartaruga sulla spiaggia mentre deponeva e ha allertato la Guardia Costiera che a sua volta ha attivato il Gruppo Ligure Tartarughe (GLIT). La mattina seguente le biologhe di Arpal e Menkab si sono recate sul posto, confermando il nido posizionato a 44 metri dalla battigia e a una profondità di circa 23 centimetri. Nel corso del sopralluogo sono intervenuti anche la Guardia Costiera di Varazze e la Polizia Locale.

I nidi di tartaruga <i>Caretta caretta</i> in Liguria nel 2025

Il 1 settembre, intorno alle ore 15:50, dal cono formatosi nella sabbia sopra la camera del nido sono spuntate le teste dei primi esemplari. La fuoriuscita dal nido è iniziata alle ore 17:20, l’ultimo esemplare è uscito intorno alle ore 20:30.

Le biologhe di Arpal a nome del Gruppo Ligure Tartarughe (GLIT) coadiuvate dai biologi e volontari dell’associazione Menkab hanno monitorato l’evento che ha visto l’uscita di 63 tartarughine. Poiché le condizioni meteo e del mare non erano ottimali, è stato necessario in qualche caso aiutare i piccoli esemplari nel loro ingresso in acqua.

Nelle sere del 3 e 4 settembre, sono uscite dallo stesso nido altre tre tartarughe che hanno poi raggiunto il mare in autonomia. Il numero totale è attualmente di 66 tartarughe nate.
 

Nel tardo pomeriggio dell’11 settembre le esperte e gli esperti di Arpal e Acquario di Genova, a nome del Gruppo Ligure Tartarughe, e alla presenza dei biologi dell’Ass. Menkab hanno aperto il nido, dopo 10 giorni dalla prima emersione.

L’ispezione ha portato all’individuazione di 86 uova in totale, di cui 70 schiuse, 8 esemplari morti parzialmente usciti dall'uovo, 1 uovo non schiuso non vitale e 7 individui vivi che sono stati accompagnati in mare con un tasso di successo di schiusa dell’ 89%.

Il GLIT ringrazia biologi e volontari dell’Ass. Menkab, Guardia Costiera, Comune di Varazze per il lavoro svolto e la preziosa collaborazione.

 


 

NIDO DI LAIGUEGLIA

I nidi di tartaruga <i>Caretta caretta</i> in Liguria nel 2025

Laiguegliapresso lo stabilimento Aurora, la mattina del 14 luglio attorno alle ore 5:20, il guardiano notturno di servizio ha avvistato un esemplare di Caretta caretta fare il suo rientro in mare e ha fatto la segnalazione al proprietario dello stabilimento e alla Guardia Costiera. Sono stati avvisati il Gruppo Ligure Tartarughe e le associazioni Menkab e Delfini del Ponente. I volontari di Delfini del Ponente che stavano facendo il monitoraggio in zona si sono recati sul posto per delimitare l’area e i biologi dell’Associazione, in possesso dell’autorizzazione del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, hanno confermato il nido che si trova a una distanza di 19 metri dalla battigia e a una profondità di circa 24 centimetri.

Intorno alle ore 19 del 13 settembre, si è formato il cono che precede la fuoriuscita degli individui e alle ore 1930 le piccole tartarughe hanno iniziato a fare capolino. A presidiare il nido i biologi e volontari dell'associazione Delfini del Ponente in coordinamento con il Gruppo Ligure Tartarughe per cui era presente un naturalista dell'Arpal.

Sono circa 80 le piccole tartarughe fuoriuscite dal nido.

Purtroppo, a causa del forte inquinamento luminoso da terra, per l’ingresso in acqua di molti esemplari è stato necessario l’intervento dei biologi dell’associazione Delfini del Ponente e dell’Arpal.

Il presidio di esperti e volontari è andato avanti tutta la notte sia nella spiaggia dello stabilimento sia nelle spiagge limitrofi per verificare che i piccoli non avessero problemi a causa dell'inquinamento luminoso e in alcuni casi è stato necessario intervenire per aiutarli a rientrare in acqua.

Il 22 settembre è stato ufficialmente chiuso il nido. L’ispezione condotta da parte dei biologi e naturalisti dell’Acquario di Genova e di Arpal, a nome del Gruppo Ligure Tartarughe, e dei biologi dell’Associazione Delfini del Ponente ha portato all’individuazione di 104 uova in totale di cui 99 schiuse e 5 non schiuse, con una percentuale di successo del 95%. Al momento dell’apertura del nido è stata trovata una piccola tartaruga viva fuori dall’uovo che, dopo le misurazioni, è stata posta sulla sabbia e ha fatto il suo ingresso regolare in mare.

 

IL NIDO A RIVA LIGURE

I nidi di tartaruga <i>Caretta caretta</i> in Liguria nel 2025

Nel primo pomeriggio del 16 luglio, una tartaruga è stata avvistata fuori dall’acqua nel tratto di spiaggia libera di Riva per poi rimmergersi. La Guardia Costiera, allertata dal pubblico, ha segnalato l’evento al Gruppo Ligure Tartarughe (GLIT) e all’associazione Delfini del Ponente. I biologi e i volontari di Delfini del Ponente, in coordinamento con il GLIT, si sono recati sul posto e hanno potuto assistere alla seconda uscita dell’esemplare dall’acqua, tra le ore 19 e le ore 20.

Una volta che la tartaruga è tornata in mare, è stata verificata l’effettiva presenza delle uova, posizionate a 24 metri dalla battigia e a una profondità di 35 centimetri.

Si sta procedendo al posizionamento di gabbie e transenne di protezione e il Comune si è attivato per predisporre l’ordinanza per la gestione del sito.

In questi giorni verranno collocati i data logger per la registrazione della temperatura e prelevati i campioni di sedimento.
 

È iniziata la mattina dell’8 settembre la schiusa delle uova presso il nido di Riva Ligure.

Alle 10 la prima tartaruga è emersa dal nido e ha raggiunto il mare. Dal cono di schiusa, nel corso del pomeriggio sono emersi altri 63 piccoli esemplari, che hanno fatto il loro ingresso in acqua.

A monitorare il nido è il Gruppo Ligure Tartarughe (GLIT) e l’Ass. Delfini del Ponente che ha supportato l’attività tecnico-scientifica del GLIT, sia nel presidiare il nido, sia per le attività di divulgazione e sensibilizzazione.
 

Il 16 settembre è stata condotta l’apertura del nido da parte di Acquario e Università di Genova, a nome del Gruppo Ligure Tartarughe, alla presenza dei biologi e dei volontari dell’Ass. Delfini del Ponente che ha supportato l’attività tecnico-scientifica del GLIT, sia nel presidiare il nido, sia per le attività di divulgazione e sensibilizzazione.

L’ispezione del nido, situato nella spiaggia libera, si è svolta dopo 8 giorni dalla prima emersione. Sono state individuate 88 uova di cui 5 uova non schiuse, 3 uova aperte con gli esemplari morti all’interno e 2 tartarughine vive che sono state accompagnate al mare. In totale sono 80 le tartarughe nate con un tasso di successo di schiusa pari al 91%.

Uno speciale ringraziamento va ai biologi e ai volontari dell’Ass. Delfini del Ponente, alla Guardia Costiera, al Comune di Riva Ligure, per il supporto e la collaborazione.


 

UN SECONDO NIDO SULLA SPIAGGA DI LAIGUEGLIA

I nidi di tartaruga <i>Caretta caretta</i> in Liguria nel 2025

La mattina del 25 luglio a Laiguegliapresso lo stabilimento Lido, una volontaria dell’Associazione Delfini del Ponente ha individuato delle tracce sulla sabbia e ha attivato la procedura per la verifica del nido.

Sono intervenuti i biologi dell’Associazione, in possesso dell’autorizzazione del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, che, coordinandosi con il Gruppo Ligure Tartarughe (GLIT), hanno confermato la presenza delle uova a 25 cm di profondità e a una distanza di 21 mt dalla riva.

Sono state poste delle transenne di protezione e il Comune si è attivato per predisporre l’ordinanza per la gestione del sito. Verrà posizionato un data logger per la registrazione della temperatura e prelevati i campioni di sedimento.

Laigueglia è stata già scelta per la nidificazione da una tartaruga il 15 luglio scorso presso lo stabilimento Aurora. Era stato il guardiano notturno di servizio ad avvistarla alle 5.20 mentre rientrava in mare e aveva correttamente allertato la Guardia Costiera, oltre al proprietario dello stabilimento.
 

A 2 mesi esatti dalla deposizione, il 25 settembre, attorno alle 12.30, è iniziata la schiusa del nido situato presso lo stabilimento Lido, con la nascita di oltre 80 tartarughe.

A seguire l’evento, monitorando che la fuoriuscita dei piccoli e il loro tragitto fino al mare procedesse regolarmente, erano presenti i biologi dell’Ass. Delfini del Ponente, in contatto con il Gruppo Ligure Tartarughe (GLIT).

Il monitoraggio sta proseguendo per verificare la possibile nascita di altre tartarughine.
 

Il 2 ottobre esperte ed esperti di Acquario di Genova e Arpal, a nome del Gruppo Ligure Tartarughe, hanno condotto l’ispezione del nido, alla presenza dei biologi e dei volontari dell’Associazione Delfini del Ponente. Sono state individuate 97 uova in totale di cui 93 schiuse e 4 non sviluppate, con una percentuale di successo pari al 96%. Nel corso dell’ispezione, è stato ritrovato un individuo vivo fuori dall’uovo che è stato posizionato sulla sabbia e ha fatto il suo regolare ingresso in mare.

Il Gruppo Ligure Tartarughe e l’Associazione Delfini del Ponente ringraziano i numerosi volontari che hanno aiutato nel monitoraggio e presidio del nido, il gestore dei bagni Lido, la Guardia Costiera, il Comune di Laigueglia per il supporto alla gestione dell’evento.

 

IL NIDO DI ALASSIO

I nidi di tartaruga <i>Caretta caretta</i> in Liguria nel 2025

La mattina del 30 luglio ad Alassio, presso lo stabilimento Iris, una volontaria dell’Associazione Delfini del Ponente durante il monitoraggio delle spiagge ha individuato delle tracce sulla sabbia e ha attivato la procedura per la verifica del nido allertando la Guardia Costiera. Sono intervenuti i biologi dell’Associazione, in possesso dell’autorizzazione del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, che, coordinandosi con il Gruppo Ligure Tartarughe (GLIT), hanno confermato la presenza delle uova a 33 cm di profondità e a una distanza di 23,5 mt dalla riva.

Quello di Alassio è l’undicesimo nido ligure della stagione 2025.

Sono state poste delle transenne di protezione e il Comune si è attivato per predisporre l’ordinanza per la gestione del sito.

È stato posizionato un data logger per la registrazione della temperatura e a breve verranno prelevati i campioni di sedimento.

Alassio era stata già scelta per la nidificazione da una tartaruga nell’estate 2024 senza, tuttavia, alcune nascita. Sempre ad Alassio, lo scorso 23 luglio, un esemplare di Caretta caretta aveva tentato di deporre ma, a causa dell’azione di intervento e disturbo da parte di alcune persone, non aveva potuto portare a termine la deposizione.

Il GLIT – Acquario di Genova, coordinatore, Arpal, Istituto Zooprofilattico Sperimentale di Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta e Università di Genova - coordinerà le attività tecnico-scientifiche con il supporto di Delfini del Ponente sia per il presidio del nido, sia per le attività di divulgazione e sensibilizzazione.
 

La mattina del 26 settembre, poco prima delle 4, si è schiuso anche l’ultimo nido ligure di tartaruga, ad Alassio, presso lo stabilimento Iris. Sono state 69 le tartarughine che hanno raggiunto il mare con un po’ di fatica a causa del forte inquinamento luminoso da terra. Molti esemplari hanno impiegato tempo prima di intraprendere il corridoio appositamente predisposto nei giorni scorsi e fare l’ingresso in acqua.

A seguire l’evento di schiusa, erano presenti i biologi dell’Ass. Delfini del Ponente, in contatto con il Gruppo Ligure Tartarughe. Il monitoraggio sta proseguendo per verificare la possibile nascita di altre tartarughe.

Nel pomeriggio del 6 ottobre è stata condotta l’ispezione del nido da parte di esperti ed esperte di Arpal e Acquario di Genova, a nome del Gruppo Ligure Tartarughe, alla presenza di biologi e volontari dell’associazione Delfini del Ponente.

Sono state trovate 90 uova in totale: 89 schiuse e 1 intera non schiusa, oltre ad un neonato vivo uscito da una delle 89 uova schiuse. Il tasso di successo è pari al 99%.

Il Gruppo Ligure Tartarughe e l’Associazione Delfini del Ponente ringraziano i numerosi volontari coinvolti nel monitoraggio e presidio del nido, il gestore dei bagni Iris, la Guardia Costiera, il Comune di Alassio per il supporto alla gestione dell’evento.

 

Il Vademecum del GLIT in caso di ritrovamento di un nido di tartaruga

Come comportarsi in caso di avvistamento delle tracce di tartaruga sulla spiaggia, di ritrovamento di un esemplare di tartaruga appena nato o di un nido?

In caso di avvistamento delle tracce di tartaruga sulla spiaggia, di ritrovamento di un esemplare di tartaruga appena nato o di un nido, ecco la procedura individuata dagli esperti per un’ottimale gestione dell’evento.

  • Chiamare il “Numero Blu” 1530 o 112 della Guardia Costiera (chiamata gratuita disponibile h24) per segnalare la scoperta di un nido o il ritrovamento degli esemplari.
  • Fotografare o riprendere il sito, le tracce e, se c’è, la tartaruga, senza flash e mai frontalmente, in silenzio per non spaventarla ed interrompere la nidificazione. Non toccare per alcun motivo, né la tartaruga adulta, né i piccoli.
  •  Avvisare il proprietario o concessionario dell’area.
  • Non pulire la zona con alcun mezzo, per non cancellare le tracce.

Si ricorda che in casi di eventi di nidificazione, la gestione del nido e gli eventuali interventi sugli animali e le uova sono consentiti esclusivamente agli enti autorizzati dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, in questo caso Arpal e Acquario di Genova.

 

La specie Caretta caretta

È la specie di tartaruga più diffusa nel Mar Mediterraneo e l’unica nidificante in Italia.

Dimensioni: può raggiungere 110 centimetri di lunghezza di carapace e un peso di 180 chilogrammi.

Dieta: crostacei, molluschi, piccoli pesci, alghe, spugne, meduse.A causa della sua dieta opportunistica, ingerisce di frequente rifiuti. Per questo, a livello europeo è considerata un animale sentinella del marine litter (MSFD 2008/56/EC).

Nidificazione: le aree di nidificazione sono concentrate nella metà orientale del Bacino Mediterraneo. Il periodo di deposizione si colloca tra fine maggio e agosto e ogni femmina depone, ogni 2-3 anni, da 3 a 4 nidi a stagione.La deposizione avviene di norma nelle ore notturne. Ogni nido contiene in media un centinaio di uova, deposte in una buca scavata nella sabbia e lì lasciate dalla femmina, dopo essere state accuratamente ricoperte.

Negli anni la nidificazione ha iniziato a verificarsi anche lungo le coste più settentrionali, dal 2013 in Toscana, nel 2016 in Francia (St. Aigulf) fino alla prima nidificazione in Liguria del 2021 a Finale Ligure (SV) e in Veneto a Jesolo, rispettivamente i nidi più a nord del Tirreno e dell’Adriatico, seguite dalla nidificazione sempre in Liguria a Levanto nel 2022 e a Laigueglia, Arma di Taggia e Alassio nel 2024.

Il calore della sabbia consente l’incubazione delle uova. La durata del periodo di incubazione varia in relazione all’andamento termico stagionale e alle caratteristiche della sabbia (colore, granulometria, umidità), oscillando tra i 45 e i 70 giorni.

La temperatura della sabbia determina il sesso delle piccole tartarughe, nel corso del loro sviluppo embrionale: al di sopra di un valore soglia di circa 29° C (a metà della camera delle uova, in condizioni ottimali) nasceranno femmine, al di sotto maschi.

I piccoli, rotto il guscio grazie ad una struttura particolare, il dente da uovo (perso nel giro di due settimane) non emergono subito dal nido, ma alcuni giorni dopo (in genere 3-4), periodo necessario al riassorbimento del sacco vitellino e al “raddrizzamento” del carapace. L’emersione può essere sincrona o protrarsi per alcune notti, in relazione alla maggiore o minore sincronia nei tassi di sviluppo embrionali.

Ad emersione avvenuta (in genere nelle ore notturne per evitare i predatori e la disidratazione delle alte temperature diurne), i piccoli si dirigono verso il mare, che corrisponde in natura all’orizzonte più luminoso. Questo comportamento spiega gli effetti di disorientamento che l’illuminazione artificiale determina sui piccoli, portandoli a dirigersi verso terra causandone la morte. Una volta giunti in mare, i piccoli nuotano ininterrottamente per oltre 24 ore, grazie alle riserve immagazzinate, allontanandosi dalla costa per raggiungere zone ricche di nutrienti in alto mare.

 

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